oceani di stelle



Oceani di stelle
notti cariche di nuvole
come vita eppur dietro
scintillan eteree anime

nascosta, ma, c’é sempre e solo vita
ricordi intensi e magici
o assopiti troppo indugiano
eppure le note liberano

perché tu notte col tuo buio illumini
i celati emozionali animi
e sol di lacrime rivoli
tu, liberi…

troppi silenzi
eppur là in fondo
mai più non dovrà

fai… esprimi, librami
da catene liberami…

domani emozioni e immagini
suoni, e sensi ancor più vividi
riportami alle origini…

 

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Samskeyti

Samskeyti,
sopra bianchi cirri di cieli della sconfinata Russia
e della grande Cina mi hai fatto sorvolare…


Sotto: guerre, tempeste e dissapori tra gli uomini che più non credono;
Sopra: libra leggiadra pace ed impalpabile sfiora la mia aurea, danza e vibra!

Oh vita, questa è ciò che dentro me esiste nelle profondità del mio essere…
 

Unica!

Note alte dolcemente, di piano, nascono e le mie ali sostengono, titani
e lacrime tremano ed emozioni vibrano sopra questo infinito quasi più non vivo…
Si… Esisto!
Nell’immensità di questa idilliaca vita, verso mete e sogni arditi,
combattuti e realizzati…

Cresce, musica e rinascere mi fà in veste nuova
e poesia libera, in questa buia camera
che insonne opera ed ancora musica senza un volo…
Non ancora…
Ma la mente ora è libera!

Michele Bianconi

 


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Haiku (poesia giapponese) ・俳句

Dire che il viaggio in Giappone ha cambiato la mia vita è dir poco,
questo paese è rimasto nel mio cuore, i primi sintomi si sono manifestati
già dal rientro quando dall’aeroporto abbiamo preso uno schifosissimo treno
che ci riportava a casa, stazioni squallide niente a che vedere con le bianche e candide a tratti sterili
stazioni metropolitane o ferroviarie nipponiche…

il secondo sintomo si è manifestato quando ho buttato giù uno schizzo di come sarebbe venuta
la mia nuova camera, dato che stavo ristruttiurando casa, e ovviamente i toni sono stati
riferiti al mio amato estremo oriente, ma non mi bastava solo un letto basso in stile,
anche le pareti hanno assunto delle tonalità e delle forme che non posso descrivere
dovrete aspettare le foto quando avrò un minuto di postarle…

uno degli ultimi sintomi che si sono manifestati è l’aver conosciuto
un tipo di poesia giapponese di cui non avevo mai sentito parlare
questo tipo di poesia rispecchia decisamente lo stile essenziale nipponico
evocando immagini al lettore pur con pochi elementi essenziali

bè mi sono cimentato nello scrivere un Haiku per la mia dolce lei
ovviamente l’ho prima pensato in italiano, poi alcune cose sono riuscito a tradurle
da solo con i pochi elementi di lingua giapponese che conoscevo,
la restante parte mi ha dato una mano una mia amica giapponese…

ma vi spiego come funziona l’haiku prendendo come esempio
quello scritto da me medesimo e tradotto
haiku dedicata alla mia dolce lei:

。・・・<0>・・・。

白い月

彼女の美貌

映し出す

^・・・<0>・・・^

trasformato in hiragana:

しろい つき
かのじょ の びぼう
うつしだす

traslitterato in romanji

shiroi tsuki
kanojo no bibou
utsushidasu

traduzione:

Candida Luna
di lei bellezza
rispecchia

la bellezza dell’haiku stà proprio nella sua essenzialità
evoca immagini e lascia spazio all’imaginazione del lettore
che può interpretare i pochi versi da cui è composto

gli haiku sono formati da 3 versi
rispettivamente formare da 5 – 7 – 5 sillabe
ciò vuol dire che il primo verso sarà formato da 5 sillabe ovvero

shi – ro – i     tus – ki
し – ろ - い    つ - き

il secondo verso da 7 sillabe
ka – no – jo   no   bi – bo – u
か の じょ   の   び ぼ う

il terzo da 5
u – tsu – shi – da – su
う つ し だ す

interessante vero?
però sembra che anche per i giapponesi sia difficile rispettare tale metrica
comunque secondo me fa il suo effetto anche in italiano
basta solo qualche piccolo accorgimento…

allora buon Haiku a tutti
Sayoonara

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Il rientro

Ed inevitabilmente la grande euforia del viaggio porta con se la malinconia del ritorno, il dover ritrovare tutte le tue abitudini e reimparare la routine di sempre, forse è proprio a questo che serve viaggiare, oltre che a vedere nuove culture, nuove mentalità che allargano il tuo modo di pensare, il ritorno serve per farti un piccolo esame per guardarti con occhi diversi nella tua "nuova" condizione, di vederti da fuori nelle tue convinzioni quotidiane, che ti legano al tuo vivere in un determinato posto, e allora ti chiedi il perché, ti senti diverso a fare tutte quelle cose che facevi con cadenza matematica e precisione, sempre di corsa e a volte con affanno, perché la vita come ci siamo abituati è sempre in continuo movimento. Ma in questi momenti vorrei solo fermarmi a guardare me stesso, e ricordarmi in quella fantastica esperienza che è stata e che adesso, non fosse per le foto e la musica che han fatto da sfondo al viaggio, appare come un battito di ali di farfalla, come ciglia che sbattono e bloccano un solo fotogramma, non sento più i 15 giorni, ma un istante indimenticabile di emozioni… eppure qualcosa è stato, e nel cuore hai un solco, e forse è proprio quella "ferita" piena di emozioni e ricordi che ancora pulsano e non vuoi affrontarli per paura di perderli… Come se ripassare con la mente quegli attimi un po’ vadano sbiadendo, come se fossero la pellicola di una vecchia videocassetta che si usura e col tempo la sua visione si annebbia. Ma soprattutto quello che manca di questa fantastica vacanza è la compagnia di quelli che sono stati il vero viaggio, l’attraversare una nuova cultura attraverso i miei occhi e attraverso coloro che con me hanno condiviso le stesse emozioni, hanno riso insieme a me e si sono divertiti per le grandi strade del Giappone nei suoi stretti ed anacronistici vicoli… E poi la nostra insispensabile guida Sawako è stata troppo forte… E’ stato bello… E’ stata una fantastica simbiosi, che adesso rimmarrà per sempre dentro… Ma che per la suà intensità adesso fa male e provoca una inspiegabile malinconia… Non voglio nemmeno indagare cosa sia, credo che sia meglio farla fluire e assaporare i ricordi, senza dargli troppa importanza più di quella che meritano ma allo stesso tempo senza minimizzarli… Io so solo che è stato fantastico, e adesso mi manca tutto… Qui per adesso ho come la sensazione di non essere al mio posto… Certo continua la vita… Ma adesso è il momento della malinconia… E dunque vi lascio in compagnia di quella che è stata la mia colonna sonora del viaggio… E che ormai ascoltarla provoca quel pizzico di malinconia che sale…

Mata ne!

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Last Day Tokyo Alone

E così arriva la fine di questo splendido viaggio, ultimo giorno, oggi altra giornata "free" andiamo dove vogliamo senza guida, io scelgo di alzarmi presto e di andare al giro tra i quartieri di Tokyo da solo, ho già preparato una bozza del percorso con le cose da vedere… Due belle paste al combini e un bel caffè in lattina… Metto le cuffiette e vado per la mia strada… Occhiali da sole, i raggi mi sfiorano, macino metri per raggiungere la metro… Mi dirigo verso i giardini del palazzo imperiale, qui è tutto in formato gigante, si devono fare metri e metri a piedi…

Comuneque faccio qualche foto poi proseguo alla volta del Kokkai Gijido ovvero il palazzo degli uffici governativi dove ha sede la camera… L’edificio è circondato da poliziotti, faccio qualche foto da fuori e mi dirigo verso il tempio shintoista Hie-Jinja situato sopra la collinetta limitrofa, il contrasto è fantastico, si passa dal lusso delle macchine in nero del palazzo governativo pieno di polizia ad una zona in completa ricostruzione, gru, operai e camion si muovono per prosegire i lavori di edificazione, poco più a monte c’è un imponente Torii che segna l’ingresso al tempio… mi dirigo verso di esso, spengo la musica, faccio qualche foto poi tolgo occhiali da sole e macchina, vado verso l’altare, un’offerta e una breve meditazione, poi mi dirigo sul chioschetto dei souvenir e mi compro una tavoletta per poterci scrivere su e appenderla con le altre… C’è una pace ed un silenzio che contrasta con il ricordo dei suoni metropolitani uditi poco prima, c’è il ricordo del caos precedente che s’infrange con la calma di questo tempio, esco dalla parte opposta del tempio dove c’è l’altro torii immerso nel cemento, il tempio è circondato da grattacieli scintillanti ai raggi del sole…

Proseguo, occhiali da sole e macchina, punto verso il Tokyo International Forum, altra meraviglia dell’architettura Edochiana moderna. Sembra chiuso, ma giro di fianco ed entro dalla hall secondaria,  la stazione di Ginza, per fotografare qualche palazzo del quartiere, la stazione è immensa, ha circa 20 uscite differenti, non so quale prendere, però è l’ora di pranzo c’è un sushi bar, quelli con il nasto che portano i piattini e si sceglie quello che si vuole mangiare, alla fine si conta i piattini e si paga in base a quanto si è mangiato… Mi faccio fuori  piattini, sorseggio con il thè verde caldo, il salmone è delizioso peccato che non ci sia anche del tonno… Finisco il mio giro a Ginza, è super affollata e mi fiondo in metro per andare alla sperduta stazioni di Kiyosumi-Shiragawa, nelle cui vicinanze c’è il Tokyo Contemporaney Art Museum.

Esco dalla stazione e mi ritrovo in una sorta di quartiere che a primo impatto mi sa di periferia, una sensazione strana, le scritte sono tutti in kanji, panico, entro in un combini per prendere un gelato, con la scusa chiedo alla commessa se conosce il museo, mi risponde in giapponese indicandomi la strada anche a gesti, ringrazio, arigatoo, esco e mi dirigo nella direzione indicatami, questo quartiere sa un po’ del mio stato d’animo, desolato, triste e malinconico per la partenza, proseguo a dritto, ma non sono tanto sicuro, poi trovo un cartellone, ancora tutto scritto con gli ideogrammi, fortuna che la mia guida oltre la scritta occidentale riporta anche i kanji, sono gli stessi, sono nella strada giusta, ancora qualche metro e mi trovo davanti una struttura moderna, granito e metallo, specchi d’acqua e vetri… entro, timidamenti cerco di leggere i prezzo dei tiket, c’è una mostra speciale, l’acquisto senza remora… Inizia l’avvenura… un certo Ryoji Ikeda espone qualche sua opera iperfuturistica… Una roba pazzesca, entri nel salone, moquette nera e pareti candide bianche, dentro è oscuro e sui muri vengono proiettate una serie di stringhe numeriche e coordinate di stelle credo, flussi di dati in monocromia… poi in una parete enorme e lineare viene proiettata una sorta di sintesi dei dati, sono entrato in un’altra dimensione complice anche i bip e ticchetti sonori che fanno parte dell’opera… Davvero bello, proseguo in questa zona mi fanno togliere le scarpe, moquette e pareti bianche, quadrato biano appeso al muro, sono disorientato, sono sbalzato in un altra dimensione ancora diversa… poi appaiono altri quadrati neri sembra di essere in uno spazio ovattato e sterile, fori dal mondo ai confini dell’universo, una sorta di viaggio spaziale alla "2001 odissea dello spazio" di Kubrik e "2001 night" di Yokinobu Hoshino, fanno da sfondo visivo e sonoro 5 diffusori audio grossi e neri della forma di parabole che emettono un fischio "elettronico" un rumore di fondo che contribuisce a disorientare… Un opera davvero a tutto tondo, oserei chiamarla sensoriale, sebbene non sono un critico d’arte, che mette in gioco tutti i sensi, compreso l’orientamento… Forse avrà ricevuto delle critiche, ma a me è piaciuta ed è questo che conta… Poi mi dirigo alla mostra permanete, 2 piani di artisti per lo più nipponici, davvero una bella collezione di arte contemporanea… ne sono assolutamente soddisfatto esco malinconico, soddisfatto, vistito un po’ il paesaggio intorno, l’edificio è un architettura affascinante e lo specchio d’acqua realizzato sotto è davvero rilassante… Mi riporta ad una pace trovata nei templi e nei giardini nipponici, surreale ed inverosimile perchè proviene da una struttura moderna…

Qualche foto e via verso casa a preparare la valigia, prima doccia, e poi tento di mettere tutti i 5 kg di souvenir (di cui 1 solo di incarti) che mi son comprato qui, meno male che mi è stata regalata una valigia che è espandibile, fa proprio al caso mio… chiudo peso e si va a fare l’ultima cena tutti insieme per "festeggiare" la partenza…

Bè direi che oggi è stata una giornata davvero fantastica, mi sono voluto dedicare questa giornata da solo per entrare in simbiosi con questa città futuristica, per domandarle che cosa avesse potuto insegnarmi, di cose dentro me ne ha lasciate tante, e anche tutto il Giappone mi ha lasciato tanto… Oggi è un turbinio di emozioni, se da un lato vorresti rimanere dall’altro vuoi tornare un po’ a casa, allora mi prometto che prima o poi tornerò… Però che figata poter girare nella megalopoli più mega che esiste… Oggi ho visto i giapponesi con occhi diversi, con ancora più umanità rispetto alle altre volte, nel loro correre avanti e indietro in questo immenso, con le loro faccie ieratiche e quasi inespressive mi domando: Ma cosa staranno pensando?

Sayonara Tokyo… Sayonara Giappone, spero di tornare presto

Michele

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Tokyo – Mercato del pesce, Ueno, Roppongi

Ed altri due giorni sono volati come il vento, e soprattutto la levataccia di ieri è stata ardua ma andiamo per ordine:

28 Aprile

l’undicesimo giorno inizia con sveglia alle 3.35 ora locale 😦 il taxi ci aspetta alle 4.15, si scende tutti assonnati, mentre già l’orizzonte albeggia il nostro autista ci porta verso Tsukuji luogo dove si tiene il famosissimo mercato del pesce, fanno entrare pure i turisti, anche se a dire il vero mi sentivo un po’ tanto d’intralcio a stare là in mezzo a tutti qesti che stanno lì a fare il proprio lavoro… Comunque i carrelli passano veloci per portare scatole di polistirolo piene di pesce, c’è un via vai anche se nessuno urla, c’è solo un brusio, poi si entra nella famosa sala dove scelgono i tonni, tutti allineati, numerati con una parte di pelle scoperta per far in modo di vedere la qualità del pesce. In quella sala ci fanno stare solo pochi minuti poi ci mandano fuori. Infreddoliti prendiamo la via del ritorno, la metropolitana sta per aprire, un gruppo parte per altre mete, io e gli altri andiamo al Ryokan, almeno ci rilassimo un po’.
Bè il mercato è stata un’esperienza decisamente interessante, ma soprattutto perchè già avevo visto un documentario sulla rai, altrimenti sarebbe stato un po’ una delusione; ma la cosa che di più mi ha affascintato è viaggiare nella Tokyo notturna mentre il sole fa timidamente capolino, il taxi scivola nelle strade semi-deserte, gli alti edifici sono ancora illuminati dall’interno, un’altra faccia di una città che probabilmente non avrei visto se non avessi deciso di andare al mercato del pesce.

Nel ritorno piccola sosta al combini, prendo un buon cornetto nero ai fagioli azuki, ed un caffè caldo in lattina (qui c’è di tutto in lattina) torno al ryokan, non prendo sonno, mi metto ad aggiornare il blog, poi si svegliano tutti gli altri, si parte, si forma un gruppo per il parco di Ueno, mi aggrago, si esce dal treno e si sale su per una stradina stretta pittoresca dove ad un certo punto c’è un piccolo tempio scintoista di cui non ricordo il nome, ma credo di aver fatto qualche foto. Si continua, si cammina un sacco, direzione Nezu Jinja altro tempio scintoista, c’è tanta gente, ci sono le bancarelle, molto bello, poi si entra nel parco di Ueno, si passa di fianco ad un santuario Buddhista Benten-Do, qualche foto e si prosegue, il terreno sale e si va in una piccola collinetta, ci sono delle scale che scendono e si passa sotto una serie di Torii, per il tempio Gojo Tenjinsha, molto bello, c’è una grande serenità, non vola una mosca ed il quel momento non passa nessuno, faccio l’ultima foto e poi mi godo quella pace per qualche attimo, poi mi riunisco al gruppo e si va in una piccola mostra di fiori, interessante, ma la fame si fa sentire (e il sonno e la stanchezza pure). Dopo pranzo si finisce la giornata al Tokyo National Museum, una mostra permanente di tutti i reperti del Giappone, dalla preistoria, all’epoca Jomon, fino ai manufatti del fastoso periodo Edo… Sono rimasto impressionato dalle armature dei samurai, dalla loro fine fattura, dai kimono di una bellezza incredibile… Ma è l’ora di tornare a casa, bella doccia e un piccolo pisolino, poi si va a cena per dare il regalo alla nostra guida Sawako, e si saluta due del nostro gruppo che l’indomani devono rientrare in Italia.

29 Aprile

La mattina parte con un lieve mal di testa, ma con calma ci muoviamo alla volta del quartiere Roppongi (si legge Ropponghi) andiamo a vedere la Tokyo Tower ovvero uno dei simboli della città, copia della tour Eiffel ma colorata di arancio e bianco, e che tralaltro sui cartoni e sui manga appare in continuazione, anche se spesso viene distrutta… si sale al piano dell’osservatorio, si vede tutta Tokyo con i suoi vari quartieri, piccolo shop li dentro la torre, e poi si parte già per il pranzo, direzione Roppongi Hill, grande centro commerciale con la nuova torre Mori, e gli altri palazzi tutti futuristici.

Ci dividiamo, me ne vado al quartiere Omote-sando, da solo, voglio fare un acquisto per me stesso, uno Yukata e gli zoccoletti giapponesi, i geta (gheta) mi stacco dal gruppo e mi avventuro da solo nella immensa Tokyo… Che esperienza… Metropolitana, arrivo alla mia fermata, esco, ma sbaglio l’uscita e cammino un po’, alla fine trovo l’oriental bazar e ci lascio la bellezza di 8.000 yen la carta di credito me la rifiutano, rimango con soli 1.000 yen 😦

Domani (oggi! ndr) è l’ultimo giorno qui in Giappone, è finita la pacchia, venerdì si torna a casa, abbiamo l’aereo la mattina presto, che tristezza… Domani voglio godermi la giornata appieno, me ne vado da solo farò un giro ai giardini imperiali, al palazzo del municipio, un tempio limitrofo e se ho tempo una visita al miseo di arte contemporanea ad Asakusa… il rinetro in ryokan sarà malinconico accingendomi a richiudere la valigia… sempre se riuscirò a stipare tutto il ciarpame raccattato quà e a metterci anche i miei vestiti…

Adesso vi saluto, qui adesso è l’1.46 di notte e domani vorrei alzarmi presto per cercare di spuntare tutte le tappe che ho progamato…

quindi ciao ed alla prossima!!!!

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Tokyo – Asakusa e Shibuya, Omote-Sando e Akihabara, Museo Ghibli e Odaiba

E continua l’avventura nella capitale,

25 Aprile:

In una Tokyo grigia e troppo piovosa ci siamo subito infilati nella metro direzione quartiere Asakusa, Museo dell’antica Edo (Tokyo) ovvero il Edo-Tokyo Museum, un immensa mostra permanente che narra dell’espansione imperiale di Tokyo, fino alla sua quasi totale distruzione nella guerra, la ripresa del dopo guerra, dotata di enormi plastici delle costruzioni dell’epoca, spaccati delle abitazioni tradizionali della vita e delle strade e dei porti, molto interessante, inoltre nello stesso edificio c’era anche una mostra temporanea dell’disegnatore fumettista (mangaka) Osamu Tezuka, ricordate Astro Boy, la principessa Zafiro, la Kimba il leone?

Il pomeriggio è proseguito al quartiere Shibuya, alla ricerca del famoso negozio di manga Mandarake, in un giorno piovoso ed in un quartiere pieno zeppo di giapponesi che passeggiavano, nemmeno la pioggia li ferma… Soli senza guida a cercare… meno male che abbiamo chiesto e ci hanno indicato dove andare… Siamo tornati in Ryokan tardissimo, abbiamo fatto una doccia di corsasissima per prepararci alla festa con i Giapponesi, bè è stata una serata interessante, molti di loro amanti dell’Italia e parlavano un buon italiano, abbiamo chiacchierato un sacco e bevuto altrettanto, in seguito siamo stati al Karaoke, hanno messo la sigla di Mazinga e Jeeg robot ovviamente l’abbiamo cantata in italiano… Ovvio che in giapponese nn potevamo cantarle… Bè un’esperienza nuova, anche se di fatti costosa… (il karaoke) ma del resto quando mai sarebbe ricapitato…

26 Aprile

Quartiere Omote-sando, adatto per lo shopping, e di conseguenza una meta a me poco favorita… comunque si gira ci sono negozi di Dolce e Gabbana e delle marche più famose, bazar di articoli orientali che vendono Kimono e Yukata, ma ci fermiamo al Kiddy Land un negozio tutto lucette e giocattoli a 6 piani… Immaginate dentro quanti gadget, giochi e pupazzi c’erano… Ho acquistato qualche souvenir…

dall’anima dello shopping si passa ad una cosa spirituale, visita al tempio shintoista Meiji Jingu, troviamo anche un matrimonio scintoista, con il sacerdote, sono tutti vestiti con i paramenti tradizionali, interessante…

Poi ci trasferiamo nella parte tecnologica della città, Akihabara, si gira e si rigira in orizzontale ed in verticale… (perché i negozi sono sempre a 6.7 o 8 piani dello stesso genere…) ovviamente si vende manga, dvd, elettrodomestici, telefoni, computer, e tutta la tecnologia possibile inimmaginabile, si gira fino alle sei… sono distrutto talaltro non prendiamo nemmeno la metro, il  ryokan è nel quartiere vicino… altri 20 minuti di camminata… Ovviamente si finisce con una super doccia e bagno giapponese rilassante, cena a mangiare Shabu Shabu con Kenji, un ragazzo simpaticissimo che ci fa da guida per questa domenica e che ci viene a prelevare in albergo e ci porta fino al ristorante… Davvero di una cortesia incredibile.

27 Aprile

Museo Ghibli, si parte presto, è un po’ lontano, dobbiamo prendere la metro, il treno per Mitaka e poi il bus del museo… Finalmente si arriva, l’esterno del museo è molto curato, ricorda gli edifici che si possono ammirare nei cartoni animati di Miyazaki, entriamo breve spezzone di film d’animazione (ovviamente inedito e con maggior sicurezza direi che qui in Italia non lo vedrà mai nessuno… 😦 il museo è curato anche all’interno, però si rivela una mezza delusione, forse mi aspettavamo più disegni dei vari cartoni realizzati dallo stesso studio, mentre poi ci sono molte sezioni che spiegano le animazioni, con macchinari con cui fare esperienza diretta con i trucchi dell’animazione… ci si ferma allo shop del museo chiamato “Mamma Aiuto!” si spende mille mila Yen in cazzate, che costano un botto solo perché siamo lì dentro…

Si riparte, fermata a Nakano, direi fermata insulsa perché seve solo per perdere tempo, quando data la bella giornata saremmo potuti salire alla Tokyo tower ed ammirare lo skyline di Tokyio… ma così non va e tutti si disperdono e rimango praticamente da solo, e me ne vado in un un ristorante di Sushi, dove mi mangio 8 bei pezzi di pesce e riso spendendo poco più di 900 yen (nemmeno 7 euro)

Appena ci raduniamo dopo il pranzo, si parte per Odaiba, un futuristico quartiere costruito in un isola artificiale, iper tecnologico, con strutture architettoniche fredde e grigie, di cui una è la sede della Fuji Television, ma c’è un centro commerciale e ci infiliamo lì per ripararci dal forte e fresco (troppo) venticiello, che si è alzato nel frattempo, mentre il cielo si è velato rendendo ancora più asettico questo quartiere…. Comunque al centro commerciale riesco a trovare i Maneki Neko, i famosi gatti portafortuna giapponesi e ne prendo un po’ come souvenir… Si torna in ryokan… ovviamente disttrutti, bagno giapponese… che spettacolo di relax… e poi cena, purtroppo si finisce in un posto che fanno roba che non piace, ma siamo in gruppo, esco con la fame ed incacchiato perché speso troppo… (avete presente quando pensate di mangiare una cosa e poi alla fine tocca mangiare qualcos’altro? ecco  questo è stato… e poi io devo imparare a staccarmi e dire di no, ma va bè, si impara anche da questo)

A letto presto, perché ci aspetta una levataccia, la peggio di tutte… sveglia alle 3.40 per andare a vedere il mercato del pesce… il taxi ci aspetta alle 4.15 fuori… voglio morire…

PS non prendete i Taxi a Tokyo o in Giappone, sono costosissimi, e si perdono in continuazione… i Giapponesi saranno avanti su tante cose, ma non hanno i nomi delle strade… ecco perché i taxi è bene evitarli…

A presto… Sayonara!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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